Usa: psichedelici depenalizzati anche a Seattle (e Arcata)

Usa: psichedelici depenalizzati anche a Seattle (e Arcata)
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Bernardo Parrella

Bernardo Parrella

Seattle è la prima città Usa di notevole dimensione e importanza (quasi 800.000 abitanti) a depenalizzare l’uso, la coltivazione e il possesso personale degli enteogeni naturali. Si tratta di funghi psilocibinici, ayahuasca, ibogaina e mescalina non derivata dal peyote. Lunedì scorso il consiglio comunale del maggior centro metropolitano dello Stato di Washington e dell’area del Pacifico nord-occidentale ha approvato all’unanimità (9-0) una risoluzione che stabilisce la priorità più bassa nell’attività di pubblica sicurezza verso i cittadini coinvolti in tali attività.

Un decisione in piena sintonia con l’approccio anti-proibizionista voluto dallo stesso Parlamento statale (e dall’intera West Coast), che già lo scorso aprile aveva ridotto fortemente le pene (massimo 90 giorni di carcere) per la detenzione personale di qualsiasi sostanza illecita e approvato normative per favorire il recupero dei tossicodipendenti evitandone così la galera.

Si tratta anzi dell’ultima tappa del percorso avviato dai cittadini di Denver, la prima a depenalizzare i “funghetti” nella primavera 2019 , che punta a legittimare e valorizzare le “piante medicina” nel caso di pratiche “religiose e spirituali, per il benessere e la crescita personale”. In questi due anni  lo hanno confermato le analoghe disposizioni approvate man mano a Oakland, Santa Cruz, Washington DC,  Somerville, Cambridge, Ann Arbor, e lo scorso novembre nello Stato dell’Oregon con un referendum che ne stabilisce anche che l’uso terapeutico.

Un elenco che va anzi ampliandosi rapidamente: l’altro giorno i consiglieri comunali di Arcata, cittadina nel Nord della California (popolazione 17.000 abitanti), hanno approvato all’unanimità (5-0) una normativa analoga a quella dei colleghi di Seattle. Tutte misure che, a scanso di equivoci, valgono solo nei rispettivi territori municipali e a scopo personale, vietando esplicitamente la produzione e la vendita commerciale di queste e altre sostanze psichedeliche, come anche l’uso in pubblico e la guida sotto il loro effetto.

In parallelo al dilagante successo delle iniziative locali per la legalizzazione della cannabis, trova quindi conferma la volontà popolare verso un’ampia riforma delle leggi restrittive sulle “droghe”, psichedelici inclusi, in vigore da oltre mezzo secolo. Nella speranza di portare così la discussione a livello nazionale e all’attenzione dei legislatori federali. Come ha infatti spiegato la portavoce della sezione locale di Decriminalize Nature: «Riducendo così lo stigma sugli enteogeni, la comunità potrà avviare un ampio dibattito sui potenziali curativi delle piante e dei funghi psicoattivi».

A conferma di questo mutato clima socio-culturale (finalmente!), arriva anche l’ennesima uscita di una testata mainstream. La scorsa settimana il noto settimanale d’informazione Newsweek ha dedicato la storia di copertina ai funghi psilocybe e alle potenzialità psicoterapeutiche del loro utilizzo. Si ripercorrono gli studi clinici in corso in particolare per il trattamento della depressione, citando le esperienze positive di vari pazienti, le opinioni dei ricercatori e gli ultimi sviluppi scientifici intrapresi dalle aziende farmaceutiche coinvolte. Aggiungendo che, se tutto andrà bene, i nuovi protocolli per l’uso della sostanza come coadiuvante della psicoterapia  potrebbero divenire realtà negli Stati Uniti già nel 2024.

Non se ne nascondono però i rischi: secondo alcuni professionisti la psilocibina può indurre crisi psicotiche, altri rimarcano l’importanza delle fasi  di preparazione e integrazione, e c’è chi ne teme la rapida diffusione al di fuori dell’ambito strettamene medico, ricordando i danni e i problemi causati sul finire degli anni ’60 dalla diffusione indiscriminata dell’LSD “ricreativo”, con la conseguente ondata proibizionista e il blocco della ricerca scientifica.

Soprattutto, è un’ulteriore occasione per demistificare l’intero scenario e ampliare la discussione collettiva, come testimoniano gli oltre 350 commenti finora  in calce all’articolo. In aggiunta alla sfilza continua di notizie ed eventi online variamente legati al tema, dalle promesse della nuova industria psichedelica alle luci e ombre dell’annesso “big business” ai tanti relatori del prossimo Fantastic Fungi Global Summit.

Questo repentino passaggio dal “Rinascimento” al “boom” psichedelico, imprevisto anche per tanti addetti ai lavori, impone insomma un approccio ampio e multisfaccettato per non cedere ai facili entusiasmi scientifico-terapeutici e raggiungere una massa critica d’interesse. È quanto si sta provando a fare anche in Italia, sfruttando ad esempio l’imminente Salone del Libro di Torino: Giorgio Samorini e Adriana D’Arienzo presentano il doppio libro Terapie Psichedeliche, mentre il contenitore MindBooks: l’editoria della mente propone una serie di dibattiti serali in livestreaming organizzati dalla rete PsyCoRe

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veronulla